Testi di aiuto alla riflessione

Croce e malattia

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Riconciliare le vita ed il suo limite ultimo

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Preghiera e miracolo

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Dolore e sofferenza

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Lasciarsi consolare da Dio per essere consolatori

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La cinematica del lockdown

Pensando alle limitazioni generate dal lockdown mi è venuto spontaneo reinterpretarle alla luce dell'equazione spazio/tempo che la fisica usa per calcolare la velocità.

Spazio e tempo sono proprio le due coordinate che stanno caratterizzando il vivere nelle "zone rosse". In uno spazio limitato il tempo si dilata a dismisura e non potendolo "abitare" in tutta la sua estensione genera la "sedentarietà", non solo fisica ma soprattutto esistenziale.

Spazio infinitesimale/tempo dilatato = sedentarietà (velocità tendente a zero)

A livello fisico si costatano facilmente le conseguenze delle limitazioni delle attività, tanto da renderle a volte così insopportabili da sfociare in reazioni scomposte. Ma la "sedentarietà esistenziale" è ancora più devastante perché rende amorfo il quotidiano, generando smarrimento e noia. È possibile trovare nuove soluzioni all'equazione: spazio limitato/tempo "quasi" infinito?

La soluzione alternativa è passare dall'"homo faber" al "sapiens", dal fare all'essere.

Troppo spesso il vivere è ridotto al vedere, al conoscere e quasi mai al credere" (fidarsi), l'unica possibilità di intuire la profondità e la ricchezza di ogni relazione.