Domenica 25 ottobre
Giornata Missionaria
VANGELO Lc 24,44-49a
Poi disse loro: «Queste sono le cose che io vi dicevo quando ero ancora con voi: che si dovevano compiere tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per capire le Scritture e disse loro: «Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme. Voi siete testimoni di queste cose. Ed ecco, io mando su di voi quello che il Padre mio ha promesso.
Il mandato missionario
100° Giornata Missionaria mondiale
La prima lettura si situa nella casa di Cornelio, centurione romano, che da una visione avuta invita Pietro ad entrare nella sua casa, la casa di un pagano. Anche Pietro rapito in estasi riceve una visione alla quale deve conformarsi: «Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano» (At 10,15).
Pietro medita su questa visione e supera le barriere della pratica religiosa che lo teneva a distanza. Dio non erige barriere, non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia.
La considerazione di Pietro è ancora attuale dopo duemila anni e può aiutarci ad allargare il nostro sguardo a quanti, appartenenti a diversi popoli, si lasciano attrarre dalla Parola sempre vivificante del Vangelo.
La nuova Pentecoste avviene a Cesarèa, in una casa, in un contesto familiare radunato da Cornelio, davanti a volti precisi. Spesso, ragionando per massimi sistemi o generalizzando le situazioni, ci sentiamo confusi ed impotenti, quando invece partiamo dal volto dell’altro, del vicino, del collega di lavoro, scopriamo che l’umanità è meno lontana e meno contrapposta.
Possiamo sentire che c’è in loro il desiderio di una Parola altra.
Quella che Paolo, nella seconda lettura, chiama la Parola della Croce, una Parola fuori dal coro, contro corrente, che non esita teme d’essere considerata, debole, stolta, insignificante per le categorie ‘mondane’ ma che rimane, Parola vera, autentica, per il bene di tutti.
Di questa Parola, che è vita, siamo chiamati ad essere testimoni nel mondo che abitiamo.
don Paolo